Durante le vacanze estive del 2007 siamo andati a trovare degli amici di famiglia a Nidda, vicino a Francoforte sul Meno. Al rientro abbiamo deciso di fare tappa a Hohenswangau per andare finalmente a visitare il Castello di Neuschwanstein. Non so da quanti anni avevamo in mente questa visita, ma per una ragione o per l’altra non eravamo mai riusciti ad andarci.
La giornata, purtroppo, non era delle più belle, ma eravamo certi che la meta avrebbe comunque reso speciale la visita. 
Nonostante il tempo e nonostante fossimo arrivati presto, il parcheggio era già abbastanza pieno.
Per evitare di rimanere ore in coda siamo andati subito alla Biglietteria: in questo modo speravamo di fare presto la visita al Castello e di avere quindi più tempo per “gironzolare” successivamente per i fatti nostri. Devo dire che trovare qualcuno che possa aiutare con le informazioni non è difficile: sono ovviamente abituati ad avere a che fare con i turisti e quindi anche trovare qualcuno che parli la nostra lingua non è difficile. Nella peggiore delle ipotesi, comunque, si può ripiegare sull’inglese
In ogni caso ricordatevi che i biglietti si possono acquistare unicamente alla Biglietteria in paese: non fate come alcuni turisti che, per evitare la coda, hanno pensato bene di recarsi direttamente al castello convinti di trovare la possibilità di comprare il biglietto. Sono dovuti ritornare al “punto di partenza” e farsi quindi una bella scarpinata (biglietteria e castello non sono proprio vicinissimi…)
Il percorso dalla Biglietteria all’ingresso del castello lo si può fare a piedi (circa mezz’ora-quaranta minuti; è possibile prendere alcune scorciatoie ben indicate, ma spesso chiuse nella stagione invernale a causa delle frequenti nevicate
che interessano la zona) o, a pagamento, tramite una carrozza trainata da cavalli o con autobus. Noi abbiamo optato per la carrozza all’andata e la passeggiata al ritorno.
I biglietti per la carrozza e l’autobus possono essere acquistati per una tratta (andata o ritorno) o per le due tratte. Il percorso di sola andata con la carrozza costa il doppio rispetto al percorso di ritorno. Il percorso in autobus è caldamente sconsigliato nel caso si abbiano dei problemi motori: il “capolinea” non è lontanissimo dal castello (circa 600 metri), ma tutto in salita (con dislivello del 12%, stando al sito ufficiale del castello).
Lungo la strada ci sono degli scorci panoramici interessanti e si può ammirare anche il Castello di
Hohenschwangau, residenza dei genitori di Ludovico. Per fortuna Livia (nostra figlia) è ancora piccola e non le è venuto in mente di chiedere un castello per andarci a vivere!
La camminata è piacevole e si incontrano anche dei chioschi per comprare da mangiare o da bere. Unica accortezza: attenzione a schivare… le tracce… del passaggio dei cavalli.
Una volta giunti all’ingresso abbiamo visto quanti turisti ci avevano
preceduto: sinceramente pensavamo di trovare meno gente, anche perchè l’orario di inizio visita è chiaramente indicato sul biglietto e arrivare troppo in anticipo non serve a nulla (ovviamente arrivando in ritardo non si può ad entrare…). La visita al Castello è possibile esclusivamente tramite visita guidata e, purtroppo, non è possibile scattare fotografie (altrimenti cosa comprereste al negozio del castello?
).
La foto non rende l’idea del numero di persone in attesa, tutte assiepate nel cortile interno ed in fila lungo il percorso che porta al punto di partenza della visita. 
L’arredamento delle varie stanze è stato realizzato seguendo espressamente le indicazioni di Ludovico II° e si rifà ampiamente alle saghe cavalleresche dell’epica tedesca ed alle opere di Richard Wagner, suo amico..
Dallo sfarzo e dal lusso delle stanze si capisce bene quale potesse essere il livello di vita dei nobili dell’epoca.
Ma anche i servi se la passavano decisamente meglio del resto della popolazione, almeno stando alle stanze che è possibile vedere.
In ogni caso la stanza che più lascia stupiti è la “Grotta”: si tratta di una
stanza che assomiglia proprio ad una caverna naturale rivestita di stalattiti in gesso, con una piccola cascata e inondata da luci colorate. L’effetto è davvero stupefacente e chissà quale dovesse essere l’effetto sui contemporanei di Ludovico!
Questa Grotta si rifà alla montagna dello Hörselberg nella saga del Tannhäuser.
Da questa sala si passa, tramite una porta a vetri nel Giardino d’inverno.
Durante la visita, da una finestra, abbiamo visto un ponte che ci era sembrato un ottimo punto panoramico per delle fotografie. Si trattava del Marienbrück. Il ponte non è facilmente raggiungibile se si hanno difficoltà motorie: è poco vicino al capolinea dell’autobus di cui abbiamo parlato all’inizio del post. Ma se non avete di questi problemi vi consiglio di raggiungerlo.
Il ponte è in metallo ed ha la tendenza ad oscillare sotto il peso delle persone che lo attraversano. 
Dal ponte si gode un ottimo panorama sia sulla vallata che sul castello, oltre che essere un punto dal quale partono alcuni percorsi nei boschi vicini al castello stesso. 
Merita di essere “visitato”, anche se le persone sono poco cortesi e quindi è facile sentirsi spintonati da chi lo vuole attraversare o da chi desidera solo “conquistare” una buona posizione per una foto o due.

Prima di tornare a Hohenschwangau abbiamo deciso di fare una piccola deviazione per ammirare il ponte dal basso. Percorso un filo accidentato, ma ne vale la pena! Magari mi lascio affascinare con poco, ma la vista dal basso l’ho trovata molto bella..
Una volta tornati al paese abbiamo deciso di goderci una meritata merenda e poi… purtroppo il rientro a Milano non era più rimandabile.


Ci resta un bel ricordo del castello delle fiabe e dei dintorni, oltre alla voglia di tornarci!
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